Ricordi di Bowie
15/01/2016

Ricordi di Bowie

«Ricordo una persona educata, precisa; una popstar che è riuscita a mantenersi umile. Mi è davvero dispiaciuto dover apprendere dal giornale della sua scomparsa».

 

La testimonianza di Lorella, la signora che nel 1998 aveva l’incarico di accudire alla casa nella Tenuta del Ciocco in cui David Bowie soggiornava in occasione delle riprese del film di Giovanni Veronesi che lo vide tra i protagonisti, “Il mio West”, non discosta dai racconti che soprattutto in questi giorni ci capita di leggere sul Duca Bianco: chi l’ha conosciuto dal vivo ha scoperto, forse inaspettatamente, una persona davvero semplice.

 

Sono passati 18 anni da quell’estate vissuta come miracolosa per tutta la Garfagnana e Valle del Serchio (il set del western era a Campocatino, nel comune di Vagli Sotto), i ricordi si fanno sfocati ma rimane l’intensità delle emozioni, come quella provata da Lorella nel ricevere la notizia di un incarico certamente fuori dall’ordinario: essere per quasi un mese “il maggiordomo” di uno dei suoi cantanti preferiti, un’icona internazionale.

 

«Era una giornata di sole, lui era in giardino, la sua assistente mi chiamò: il signor Bowie mi avrebbe fatto un autografo - racconta Lorella -. Fu un’emozione unica perché lui si fermò a scrivere solo per me. Non c’erano i suoi fan, eravamo solo noi. Firmò una sua foto e un paio di miei cd (“The best of David Bowie 1974/1979” e “Black Tie White Noise”), che ho custodito gelosamente».

 

Un racconto discreto che, insieme ai ringraziamenti scritti a penna per Lorella dall’assistente di Bowie al termine del soggiorno al Ciocco, contribuiscono al ritratto autentico di un grande artista.