I Colori di Stefania

I Colori di Stefania

Stefania Adami, gallicanese classe 1962, il 7 maggio ha ricevuto a Merano l’onorificenza di “Insigne Fotografa Italiana”, prima donna a ricevere questo importante riconoscimento, concesso a chi ha dimostrato con la propria produzione fotografica una notevole personalità sotto il profilo delle capacità documentarie, narrative e/o creative.

 

Una piccola stanza senza finestre ricavata in una casa piena di luce.

«In origine doveva essere la camera oscura, poi i tempi sono cambiati», dice Stefania Adami, mentre mi accoglie nel suo studio. I lavori di Stefania sono stesi sul tappeto e mi raccontano le loro storie.

Ci sono uomini e donne e bambini di colore a nord di Dakar, in Senegal (Sale Nero realizzato nel 2003 assieme al fratello Italo - nella foto). Le parole di Stefania accompagnano immagini in bianco e nero. Gli uomini estraggono il sale dal lago Retba, un lago che nella stagione secca si colora di una magnifica tonalità di rosa. I bambini giocano sotto i camion. Granelli di sale coprono volti neri come gocce di sudore. Un vivace ritmo di percussioni fa da sottofondo ad una faticosa catena di montaggio umana e agli scatti di Italo e Stefania durante dieci giorni vissuti sicuramente fuori dell’ordinario.

 

Salto spazio-tempo. Sul tappeto c’è un’altra serie di foto. Dall’ultimo lavoro realizzato in analogico al primo in digitale, nel 2011. Si tratta di A dislivello del mare, “un progetto a cui sono particolarmente legata”.

È la storia di un contrasto ambientata in una spiaggia sarda. Contrasto nitido di luci, contrasto tra chi la spiaggia la vive come turista e chi sulla spiaggia lavora come venditore ambulante, contrasto tra l’opulenza di corpi in bikini e la leggerezza di teli da mare che ondeggiano nel vento.

È una storia che inizia con un naufrago solitario e finisce insieme, occhi al sole, libertà da condividere.

                                                                                                  (Continua...)

Cla.Pon.