Il ritratto del... paesaggio (Perchè?)

Il ritratto del... paesaggio (Perchè?)

“…in principio Dio creò il cielo e la terra. Poi disse : Sia la Luce. Vide che quello che aveva fatto era cosa buona e la chiamò PAESAGGIO..”

 

Ecco, magari non andò proprio così. Ma indubbiamente, in questo PAESAGGIO, Dio ci ha messo molto del… Suo. E dalla “invenzione” della Fotografia, coloro che praticano questo genere (chiamiamoli “vedutisti” per il momento) cercano di “copiare” la Divina Bellezza del Paesaggio. Che è stato, è e sarà, il “genere” fotografico più diffuso. E più difficile. Il confronto con la Divina Creatura sarà sempre impari. Ovviamente il “soggetto” (???!!?) è lì, accattivante, ruffiano, seducente.

 

Ma i risultati raramente sono…degni. Perché? Intanto perché il Paesaggio è tale perché “ci siamo anche noi” e invece lo vediamo e ammiriamo “oggettivamente”. E troppo spesso tirandoci fuori. MAI, come nel Paesaggio, è fondamentale, e fa la differenza, La Pre-Visualizzazione.

“Il concetto di previsualizzazione è alla base del metodo attraverso il quale accostarsi creativamente e soggettivamente alla Fotografia di Paesaggio” (Ansel ADAMS, 1902-1984, forse il piu noto e più grande “paesaggista” della storia della Fotografia).

 

Eccolo, il primo Segreto: creativamente & soggettivamente. Anche perché: “…la Natura che parla alla macchina fotografica è infatti una Natura diversa da quella che parla all’occhio; diversa specialmente per questo, che al posto di uno spazio elaborato consapevolmente dall’uomo, c’è uno spazio elaborato inconsciamente..”***

 

Oltre a cose NON fotografabili come caldo, freddo, vento, odori ecc, oggi i sensori delle nostre macchinette (e telefoni, perché no?) hanno occhi che vedono anche più dei nostri. E allora c’è una corsa, nel tentativo di vincere “in meglio” (quantitativamente) la sfida con la Divina Creatura, dove, fra pochi Autori* seri e “abbastanza” rigorosi, esondano milioni di produttori seriali di “fotine” di paesaggi colorati, nuvolosissimi, minacciosi e irreali. E, ahimé, questi fake ormai sono diventati un linguaggio modaiolo da imitare. Da una generazione “…capace solo di reagire alle immagini che altri trasmettono, invece di costruirne in proprio, una generazione che NON SA PIU’ VEDERE CON LA MENTE…”****

 

Nessuno sembra preoccuparsi più (come molti medici ormai, ahimé) del paziente, ma solo della malattia. E’ una corsa a stupire. A raccogliere gridolini, like o premi di concorsi di serie B. Forse pochi sanno che la Foto più “cara” al mondo** (pagata ca 4,5 milioni di dollari) è UN PAESAGGIO “discreto” con colori tenui e poche e scialbe nubi…..Ma ci torneremo. Con QUALE e COME. Al solito.

 

Intanto…meditate gente. E non dite che….PdP

 

* Immagini di Maurizio Martini, noto Autore senese di “paesaggio”, personale ed equilibrato

** RHEIN II, di Andreas Gursky, la foto più pagata della Storia

*** W. Benjamin, Piccola Storia della Fotografia (da: L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica) PBE

**** Z. Bauman - E. Mauro, BABEL Ed. Laterza