Ogni giorno si fanno più foto, con l'IPhone. Pubblicità tv per Apple

Ogni giorno si fanno più foto, con l'IPhone. Pubblicità tv per Apple

Dopo aver “accettato” la malattia (Fotografia), proviamo ad analizzarne brevemente la forma. Secondo il vecchio detto che “se una cosa la conosci la puoi evitare”, ma “se non la conosci come fai ad amarla”? Oggi la “Sua” forma più perniciosa è la bulimia.

E la pubblicità, al solito, ci dà una mano (???!?).

Istituzionalizzando il concetto di fare foto. Sempre di più. Senza un motivo. Non importa con cosa. Ma farle. Qui entriamo nel vivo di un dibattito senza fine.

Io conosco un fotografo. Bravo professionista che si vanta sempre con il simpatico mantra “io le foto le posso fare anche con un ferro da stiro”. Ora, a parte il diabolico involontario paragone sempre più vero tra macchine fotografiche ed elettrodomestici, io mi domando perché, se fosse vero, invece di adoperare macchine sofisticate e milionarie, non compri davvero uno o più ferri da stiro e si faccia una attrezzatura semplice e poco costosa. Scherzi a parte, l’attrezzatura è una prima forma di presa di coscienza per l’approccio alla Signora (Fotografia).

Una scelta che ne determina il destino. A questo punto niente di meglio che citare una frase famosa di Joachim Spangerberg * “nei paesi ricchi il consumo consiste in persone che spendono soldi che non hanno per comprare beni che non vogliono (o che non sanno di che farsene NdA) per impressionare persone che non (ci) amano”.

E subito, come per magia, chissà come, mi viene in mente.. IPad. Sì, Sì, IPad. Usato per fotografare, logicamente. Ecco il prodotto della balorda campagna subliminale: ”l’importante, oggi, è fotografare e, ancor più, farsi vedere fotografare”. Certo potrei fare lo stesso paragone servendomi dei telefoni con fotocamera, gli smartphone, per intendersi. Ma a questi, appena potremo, dedicheremo una chiosa tutta per loro. Ma l’IPad, no. Fotografare con l’IPad è una bestemmia. Fotograficamente parlando, perlomeno. Un moderno strumento sofisticatissimo, con una connettività fulminea, con mille pregi tanto che quasi certamente nel giro di un paio di anni sostituirà tutti i PC portatili, se non addirittura quelli da casa o ufficio, a cui sono stati aggiunti due elementi “fotocamera” di qualità così scadente da renderlo vergognoso anche nel paragone con qualsiasi macchinetta compatta dal costo 5 o 6 volte inferiore.

Usata con ostentazione e nei luoghi meno opportuni, ma sempre affollati, preferibilmente, per mimare la ripresa fotografica. Ecco a parte tutte le remore qualitative del mezzo, questa, oggi, è la più grande e grave degradazione della Fotografia. E chi dice che è meglio di niente, al rogo! (fotografico, si intende).

Della Fotografia l’IPad non ha niente. Definizione, qualità, impugnatura, inquadratura, discrezione, concentrazione. Tutto questo per i nativi digitali forse sembrerà eccessivo, ma contiamo di avere spazio e tempo per la nostra crociata e guai a chi pensa che sia un discorso contro la tecnologia e il nuovo, il migliore. Non ha capito niente. La tecnologia serve a progredire, non a regredire. Anche il nuovo necessita di una minima connessione con il cervello. Quindi tablet per navigare, leggere ebook, fare solitari. E se non sapete proprio cosa farci, adoperatelo come lavagnetta per i messaggi casalinghi per il vostro compagno o compagna. Ma le fotografie, no. Per favore.

Sono “un’altra cosa”. Per favore.

PdP

*Spangerberg (Vice presidente ThinkTank S.E.R.I. Austria che si occupa di sostenibilità per le Organizzazioni europee)