Il ritratto del...paesaggio (Quale=cosa) (2)

Il ritratto del...paesaggio (Quale=cosa) (2)

Anche se può sembrare superfluo, è utile (interessante?) sapere che...si fa presto a dire PAESAGGIO. Infatti vorrei “proporre almeno 3 (2+1) declinazioni di questo genere. Frequentatissimo. Una specie di VADEMECUM ELEMENTARE DEL “VEDUTISTA”. Almeno per sapere (oltre al perché) cosa stiamo facendo…

 

Il primo è il PAESAGGIO “nudo e crudo”. Difficilissimo da individuare e fotografare. Si potrebbe definire tale quando IL PAESAGGIO, appunto, è il Vero Soggetto dell’immagine. Niente altro. Pensateci e vi accorgerete che non è una scampagnata. E per complicare il tutto, sappiate che di tale “genere” è stata data anche una definizione “accademica” ben precisa: Il Paesaggio è un’entità reale, costituita da un insieme di elementi nonché dalle relazioni che li legano; inoltre tali elementi e i loro legami sono tutti interni al paesaggio stesso, essendo quest’ultimo una totalità rispetto alla quale non esistono oggetti esterni cui riferirla. (Ambiente Paesaggio Territorio-Univ. CAGLIARI)

 

Bisogna considerare poi il genere che più diffusamente viene “spacciato” per Paesaggio, che sarebbe la FOTO DI AMBIENTE. Consigliatissima anche da vari manualetti o tutorial prevede un soggetto ben preciso, meglio se in primo o secondo piano, “inserito” NEL Paesaggio. E “…meglio sempre con un Grandangolo…” (????!!!??) Madonna, chissappoiperché. Questo genere, ormai “macdonaldizzato” (eh eh) che si propone di interpretare ”meccanicamente” la Divina Creatura, invece di cercare di carpirne l’Anima (ognuno con i suoi occhi, cuore e cultura), ha, anche LUI, una sua definizione INEQUIVOCABILE: L’Ambiente è definito dalle relazioni che un soggetto ha con una parte del paesaggio, i cui elementi sono interessati in tali relazioni. L’ambiente è un’entità relazionale, dipendente dal soggetto cui è riferita. (UniCA). Direi che nemmeno il Vangelo, con rispetto parlando, riesce ad essere più esaustivo. E’ chiaro che tutto questo serve a chi vuol fare, sempre, della Fotografia un impegno di passione, cultura e divertimento. Non per chi visita città, luoghi d’arte e siti stupendi camminando (o dalla macchina) con in una mano un pezzo di pizza e con l’altra il telefonino. Non scordiamoci mai che stiamo parlando di FOTOGRAFIA. Non di fotografie. Per fare fotografie senza nemmeno guardare cosa si fotografa non servono istruzioni per l’uso.

 

E siccome abbiamo parlato di 2 generi + 1, è giusto accennare ad una forma mista di Paesaggio & Ambiente che non si può tacere: IL PAESAGGIO URBANO. Che sta al Paesaggio come le carte politiche, che evidenziano le caratteristiche “umane” della superficie (confini “politici”, città, strade, fer- rovie ecc.) stanno alle carte fisiche, che evidenziano le caratteristiche fisiche naturali della superficie rappresentata (fiumi, laghi, montagne ecc). Per questo genere ancor più c’è necessità di una giusta “specifica”. Infatti non deve essere assolutamente confuso con La street photography (di cui parleremo più avanti) e tutto sommato ha una Storia abbastanza recente.

Una “accettabile” definizione del Paesaggio Urbano potrebbe essere con un paragone “azzardato” con Il Territorio: “… la terra diventa territorio quando è tramite di comunicazioni, quando è mezzo e oggetto di lavoro, di produzioni, di scambi, di cooperazione” (G. Dematteis, UniTO, 1985) . Ma è indispensabile appunto “sapere” che si tratta di un genere molto giovane, diciamo in Italia dai primi degli anni ’80 per mano e genio di Gabriele Basilico (vedi) che aveva tratto ispirazione da una mostra dei Numi Tutelari di questo genere, Bernd e Hilla Becher, padre e madre della Becher-Schule , che del Paesaggio Urbano hanno fatto un’Arte.

 

Ecco, per chi si avvicina alla Fotografia “VEDUTISTA” con interesse e passione, ora, almeno, abbiamo tracciato delle coordinate per la conoscenza dell’ambito e le sue declinazioni. Sapere è “potere”. Si sa.

 

Mi si perdoni un finale romantico/campanilistico a questo punto: Noi, in Toscana, e i milioni di visitatori che vengono da Noi, siamo tremendamente fortunati a vivere in un “territorio” dove ovunque guardi, trovi qualcosa non solo “fotografabile” ma soprattutto “Fotografico” (ricordate?). Vuoi Paesaggio, Ambiente o Paesaggio Urbano che, anche ad un laico come me, fanno venire in mente i versi del Metastasio (1698–1782)

 

Dovunque il guardo io giro,

Immenso Dio, ti vedo:

Nell'opre tue t'ammiro,

Ti riconosco in me.

La terra, il mar, le sfere

Parlan del tuo potere:

Tu sei per tutto; e noi

Tutti viviamo in te.

 

Un bell’esempio di foto di Paesaggio del ‘700, non credete?

Allora al prossimo appuntamento. Ormai sappiamo PERCHE’ e COSA (Quale?)

Il COME sarà una passeggiata. Credetemi.

Vs PdP